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Regime forfettario e INPS: categorie previdenziali a confronto

Essere un libero professionista a regime forfettario ha sicuramente i suoi grandi vantaggi: puoi aprire la partita IVA in modo semplice, non versi l'IVA e altre imposte che normalmente pagheresti a regime ordinario, hai certamente meno burocrazia con cui avere a che fare; vista così. sembra veramente il paradiso per la tua attività in proprio.
Ovviamente non è tutto rose e fiori: devi farti conoscere, trovare clienti, farti pagare le fatture che emetti, hai a che fare magari con clienti esigenti che ti cambiano deadlines e consegne all'ultimo minuto... Insomma, un presente sicuramente impegnativo con lo sguardo che - inevitabilmente - va anche al tuo futuro per via della necessità di versare i contributi previdenziali.
Già, la famigerata INPS da pagare, quella che riduce sensibilmente la cossidetta RAL: pensa che per i lavoratori dipendenti, tra quota versata dal lavoratore e quota a carico del datore di lavoro, il carico dei contributi previdenziali è circa del 33%.
Ma per i forfettari? Sono tenuti anche loro a pagare i contributi INPS? Se sì, in che misura?
Se sei un libero professionista in regime forfettario, uno degli aspetti più importanti da conoscere è la tua posizione contributiva INPS.In questo articolo vediamo in modo chiaro e semplice le diverse categorie possibili (Gestione Separata, casse professionali, artigiani/commercianti, ecc.), le aliquote, le modalità di iscrizione e le cose da sapere per ciascuna delle categorie indicate.

Lavoratori dipendenti con Partita IVA (attività accessoria)

Dipendente con Partita IVA? Certo che si può.

Se hai già un lavoro da dipendente, ma svolgi anche un’attività autonoma come libero professionista (come extra), la tua posizione contributiva può essere “mista”. Se il reddito da lavoro dipendente è prevalente, potresti non dover versare contributi aggiuntivi INPS per la partita IVA.
In sostanza: fai un lavoretto extra che richiede l'apertura della Partita IVA, ma guadagni comunque molto di più da dipendente? Non devi versare l'INPS anche da libero professionsita in quanto lo fai già con la tua busta paga.
Tuttavia, diventa obbligatorio iscriversi se:


  • l’attività autonoma diventa prevalente (per reddito o tempo);
  • il datore di lavoro include clausole che impediscono l’attività esterna (da verificare sul tuo contratto di lavoro o eventuali accordi di secondo livello)

In questi casi l’INPS può richiedere l’iscrizione alla gestione contributiva corretta (Gestione Separata, Artigiani/Commercianti…) in base alla propria fattispecie.

Professionisti senza albo: Gestione Separata INPS

In questa categoria rientrano i liberi professionisti che non hanno un Albo professionale né una cassa privata, solitamente sono le professioni moderne che negli ultimi anni con la digitalizzazione e la crescita del settore IT e dei social media hanno preso campo anche nel nostro Paese.
Se sei un copywriter, un consulente marketing, un web designer, un social media manager ecc. allora quasi sicuramente dovrai iscriverti alla Gestione Separata.
L’iscrizione avviene online tramite il portale INPS, nella sezione "Gestione Separata – Liberi Professionisti".
Parlando di aliquote, per i liberi professionisti la percentuale standard è del 26,07 che si abbassa al 24 qualora il professionista abbia anche un reddito da lavoro dipendente. La cosa interessante è che l'aliquota si applica sul cosiddetto reddito imponibile e non sul totale fatturato. Il reddito imponibile viene calcolato moltiplicando il totale dei ricavi per un coefficiente di redditività stabilito secondo il proprio Codice ATECO; se vuoi sapere cosa è un Codice ATECO e come stabilire il proprio non perderti la news completa presente sempre sul nostro blog.

Esempio:
Fatturato: 30.000 €
Coefficiente di redditività: 78 %
Reddito imponibile: 23.400 €
Contributi: 23.400 × 26,07 % ≈ 6.098 €

Nota bene: Non ci sono contributi minimi nella Gestione Separata (paghi solo se hai reddito).
Il versamento è rateizzato con gli stessi scadenziari INPS (salvo eccezioni).
La quota si aggiunge all'Imposta sostitutiva prevista dal regime forfettario (5% per i primi cinque anni, 15% dal sesto in poi).

Iscrizione ad un albo professionale? Obbligatoria per chi è avvocato.

Professionisti con albo: casse previdenziali di categoria

Se la tua attività è regolata da un Albo professionale obbligatorio (avvocati, architetti, psicologi, commercialisti, ingegneri, ecc.), non versi contributi all’INPS ma alla Cassa previdenziale di categoria.
Le casse hanno regole specifiche, ma generalmente prevedono:

  • Un contributo soggettivo, ovvero una percentuale sul reddito imponibile
  • Un contributo integrativo, ovvero percentuale sul fatturato o sui compensi, spesso addebitata in fattura al cliente (potresti anche conoscerla come Rivalsa INPS)
  • Altri contributi: maternità, solidarietà, gestione accessoria, a seconda della Cassa previdenziale di appartenenza.
Alcuni esempi di Casse previdenziali sono: l'Inarcassa (ingegneri e architetti) le cui contribuzioni vanno intorno al 14,5 % + integrativo 4 % e la Cassa Forense (avvocati): contributo base di circa il 14 %, con conguaglio sul reddito reale.
Per avere maggiori informazioni sul sistema contributivo della tua Cassa Previdenziale, puoi verificarne direttamente lo statuto.

Lavoratori Artigiani e Commercianti

Rientrano in questa le attività manuali, artigianali e commerciali, come ad esempio: parrucchieri, idraulici, elettricisti tra i lavoratori artigiani; negozianti, venditori online, esercenti tra i lavoratori commercianti. Ovviamente per accedere al regime forfettario, questo tipo di lavoratori non devono superare gli 85.000 euro annui di reddito.

L'iscrizione a questa categoria previdenziale si effettua tramite Comunicazione Unica presso la Camera di Commercio, al momento dell'apertura della partita IVA. Solitamente viene effettuata grazie all'individuazione della propria attività lavorativa tramite l'attribuzione del Codice ATECO a cui segue l'iscrizione automatica all’INPS Artigiani o Commercianti.
Gli artigiani e i commercianti sono soggetti a contributi fissi e a contributi variabili: la parte fissa ammonta indicativamente intorno ai 4.500 euro all'anno, da versare anche se non realizzi utile nell'anno di riferimento, mentre l'aliquota variabile si aggira intorno al 24% per la parte che eccede la cosiddetta franchigia INPS, ovvero la soglia entro il quale non viene applicata.
In sostanza: per la parte di reddito che va da 0 a 18.415 euro i contributi sono sempre 4.500 euro circa, per la parte di reddito che eccede i 18.415 euro si applica un'aliquota intorno al 24%.

Attenzione: se sei in regime forfettario e appartieni a questa categoria previdenziale puoi richiedere la riduzione del 35 % dei contributi fissi all’INPS, presentando apposita domanda sul portale dell'Istituto.

Conclusione

Comprendere la classe contributiva INPS corretta è fondamentale per ogni libero professionista che opera in regime forfettario per non pagare più contributi o meno del dovuto ed eventualmente incorrere in future sanzioni.
Su questo argomento Fatturrà può fare qualcosa per te? Certo che sì! In fase di apertura partita IVA, che potrai richiedere tramite apposito form sul nostro sito, il nostro consulente fiscale potrà consigliarti a quale categoria iscriverti e darti le indicazioni necessarie per farlo in modo semplice, veloce e senza errori.
In più il nostro software di fatturazione elettronica, utilizzabile da PC, smartphone o tablet, calcola su ogni fattura che emetti i contributi INPS attesi, i bolli da versare e l'imposta sostitutiva che pagherai per quella fattura, il tutto in base alla tua categoria contributiva: così sai quante tasse paghi e quanto incasserai da quel semplice documento di vendita. Per te, che sul lavoro non ami le sorprese, si aprirà un mondo di tranquillità e consapevolezza.
Devo elencarti altri vantaggi prima di convincerti a passare a Fatturrà? Va bene, ma fatti un giro sul nostro sito o chiedici una consulenza gratuita!

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